ilmanifesto

Giustizialismo di sinistra e garantismo del malaffare

di Redazione • inserito il 24 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

Pubblichiamo di seguito una parte del contributo scritto di Salvatore Lo Leggio, al dibattito svoltosi domenica 22, nel corso della “Festa operaia e libertaria” di Spoleto, organizzata da Casa Rossa e dal Comitato Antirazzista, dal titolo “Perché i giustizialisti di sinistra urlano per un avviso di garanzia a un membro del governo e invece non parlano né chiedono dimissioni quando il comandante del Ros dei carabinieri viene condannato a 14 anni?”
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E’ un titolo che non capisco bene.
Chi sono i “giustizialisti di sinistra”? Di Pietro? I giornalisti de “Il fatto”? Quelli de “l’Unità” o di “Repubblica”? Forse il Pd o Rifondazione?
E chi è di sinistra? Travaglio? Di Pietro? Veltroni e D’Alema?
E, infine, in che cosa consiste il giustizialismo?
Nell’Italia di oggi il termine ha un uso quanto meno ambiguo.
I berlusconidi bollano come “giustizialisti” tutti quelli che difendono la magistratura da ingerenze politiche, sostengono che nel centrosinistra c’è una sorta di giacobinismo giudiziario, che pretende processi sommari per gli uomini politici, i finanzieri e i manager vicini alla destra.



La Palestina “normale” che non ti aspetti…

di Redazione • inserito il 23 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

Beit Sahour - Quando si viaggia la lontananza fa percepire in modo più accentuato le differenze tra lo stile di vita del luogo di partenza dagli aspetti sociali e culturali della destinazione. La prima difficoltà che s’incontra quando si viene in Palestina riguarda l’adattamento ad un ambiente inevitabilmente diverso, ma anche stranamente simile, ed il rischio principale è quello di sottovalutare entrambi gli aspetti. Ci sono i minareti e c’è tutta la ritualità del Ramadan appena iniziato; non mancano i tratti caratteristici dei paesi arabi, dalla guida spericolata all’assenza dei numeri civici e dei nomi nelle strade. Inoltre è sufficiente alzare gli occhi per vedere una delle 232 colonie israeliane (580.000 persone che rappresentano il 10% dei cittadini di Israele) o per notare nel tessuto urbano palestinese i confini dei campi profughi dove vivono circa 200.000 persone - quindi solo una parte degli oltre quattro milioni di rifugiati prodotti dai tanti conflitti che segnano questa terra dal 1948 (A-Naqba). Praticamente impossibile da evitare è il muro, che divide i palestinesi da loro stessi, frammentando e allontanando le città, i campi, i pascoli, i luoghi di lavoro e di studio; così chi deve andare a Gerusalemme per portare a casa la paga della giornata, dopo aver preso un permesso giornaliero, deve stare davanti ai cancelli almeno 6 ore prima per evitare di rimanere schiacciato dalla calca. Un supplizio che si ripete ogni giorno o quasi, perché, se i passaggi (check-point) sono chiusi, semplicemente non si va da nessuna parte e nessuno può sapere quando viene chiuso e perché né quando e se riaprirà.



micropolis luglio 2010

di Redazione • inserito il 1 Agosto 2010 • nella categoria: Download ultimo numero (pdf)

 micropolis-luglio-2010.pdf



Segnali

di Redazione • inserito il 1 Agosto 2010 • nella categoria: Editoriali

In questo torrido luglio, in cui invano abbiamo atteso che la maschera di cera del grande imbonitore si sciogliesse liberandoci finalmente dall’incubo, due cose meritano di essere ricordate. La prima, eclatante. Lo straordinario successo della raccolta di firme per i referendum sull’acqua pubblica. Un milionequattrocentounomilaquattrocentotrentadue persone hanno apposto il loro nome e cognome in difesa del bene comune più importante; un record assoluto, mai raggiunto in Italia in altre campagne referendarie. Come altri hanno già scritto un’autentica e inaspettata, nei tempi e nelle dimensioni, espressione di sovranità popolare che ha messo ancora una volta a nudo la distanza che separa una rappresentanza politica che, tranne rare eccezioni, ha fatto delle privatizzazioni di beni e servizi la propri bandiera, favorendo i soliti noti, e i cittadini che di queste scelte scellerate hanno dovuto e continuano a pagarne il prezzo. Un segnale forte, fortissimo, non solo al Governo ma anche al centrosinistra, Pd in testa, che pure su questo tema è entrato in contraddizione mostrando tutte le sue fragilità e ambiguità. Un segnale che, da parte nostra, non può che essere rilanciato, amplificato fino a quella che sarà la battaglia dell’urna.
Il secondo. I giovani che hanno partecipato agli Stati generali delle “fabbriche di Nichi”, a Bari. Un laboratorio politico di tre giorni a cui è stato dato, provocatoriamente, il nome impronunciabile del vulcano islandese che ha bloccato i cieli europei la primavera scorsa. Mille, forse duemila, certamente non una moltitudine, quelli giunti nella pineta di San Giorgio, in prevalenza dalla Puglia ma anche dal resto d’Italia, ma comunque una presenza significativa nell’asfittico e decadente panorama della politica nostrana. Significativa, in primo luogo, perché portatrice di un’istanza di rinnovamento, nei linguaggi prima ancora che nelle proposte. Una nuova generazione under 35 alla quale, crediamo, si debba guardare con attenzione e con la necessaria indulgenza se si hanno a cuore le sorti della sinistra e del Paese. Certo il leaderismo non ci piace, soprattutto a sinistra, ma se una nuova mobilitazione giovanile ha bisogno per attivarsi di simboli, di figure carismatiche dobbiamo prenderne atto e lavorare affinché tale spinta non si esaurisca, aiutarla a maturare. Ridurre tutto al solito schema della politica-politicata, forse ci fa sentire analisti acuti, ma serve a ben poco.



Roma: manifestazione contro la legge bavaglio

di Redazione • inserito il 31 Luglio 2010 • nella categoria: Media e Informazione

Un reportage di Michele Maginimanifestazione-contro-la-legge-bavaglio.mov



Treni e tariffe

di Redazione • inserito il 12 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

La tratta Foligno–Perugia, o se preferite Perugia–Foligno, è passata da 2,95 euro a 3,50, quella Terni-Foligno da 3,85 a 4,60. Parliamo di treni locali, eserciti dalle Ferrovie dello Stato, croce e delizia degli utenti delle strade ferrate. Insomma le tariffe regionali vengono aumentate senza colpo ferire del 20%. Non è poco e il fatto lascia prevedere che l’uso di automobili aumenterà ulteriormente, contribuendo ad un maggiore intasamento della rete viaria della regione. In compenso i treni sono sempre meno, i ritardi sono quelli di sempre, la sporcizia e la scomodità restano analoghe a quelle del passato. In definitiva le tariffe aumentano senza che il servizio funzioni. Ma, si dice, oggi le Ferrovie dello Stato sono una spa, i conti devono tornare, come prevedono i dettami del mercato e le regole del liberismo. Peccato che si tratti di Spa tutte a capitale pubblico, che gli appalti delle ferrovie siano un modo attraverso cui, come dimostrano le cronache, qualche disonesto furbastro si è arricchito, che se concorrenza ci sarà ciò avverrà solo per l’alta velocità, quella che può assicurare alti profitti attraverso treni di lusso che affitteranno a pochi soldi le rotaie di nuova costruzione. Peccato anche che pendolari e poveracci viaggeranno scomodi, in ritardo e a prezzi maggiorati.



Umbri più poveri

di Redazione • inserito il 9 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Secondo l’Istat, nel 2009, le famiglie umbre hanno consumato, rispetto al 2008, 100 euro in meno al mese: da 2686 a 2586. Annualmente il consumo è sceso di 1200 euro. La contrazione è dovuta soprattutto a due voci: i trasporti, che pesano sui bilanci familiari il 4,4% in meno, e l’istruzione che scende dall’1,1 allo 0,5%. Si viaggia di meno e si va meno a scuola. Le altre voci sono sostanzialmente stabili o in qualche caso in crescita, con un incremento consistente per l’abitazione (+2,5%). Dai confronti con le altre regioni risulta che l’Umbria nonostante il calo dei consumi resta nella fascia alta, con valori analoghi a quelli del Piemonte, del Trentino, del Veneto, un po’ più alti di Marche e Toscana, molto più alti delle regioni meridionali. Non è semplice interpretare questi dati. Le attività economiche, infatti, ristagnano, la disoccupazione giovanile e femminile è alta, il lavoro disponibile non è di buona qualità, i salari non superano le medie nazionali. La spiegazione va forse ricercata nella presenza di un terziario pubblico esteso, nel consumo di quote di risparmio accantonate, in una dimensione familiare più solida, in cui i vecchi trasferiscono quote di pensioni e risparmi ai più giovani. Ciò fa pensare che forse il punto massimo della crisi deve ancora arrivare e che i consumi sono destinati ulteriormente a calare. […] continua



Perugia, Documento Finale dell’Assemblea Generale d’Ateneo

di Redazione • inserito il 8 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line 1

Gentili professori, cari colleghi,
l’Assemblea del 5 luglio 2010 svoltasi presso la Facoltà di Scienze politiche, ha visto la partecipazione di circa 130 persone in rappresentanza di diverse categorie dell’Università (autorità accademiche, docenti, precari, amministrativi e studenti). Il successo dell’iniziativa dimostra la credibilità della protesta e spinge a passi ulteriori il primo dei quali è la richiesta della convocazione di Consigli di facoltà allargati a tutti i ricercatori ai quali bisognerà sottoporre il documento allegato alla
presente e-mail. I ricercatori presenti all’incontro sollecitano vivamente i colleghi assenti all’Assemblea a promuovere l’iniziativa presso la propria facoltà e di far indire il CdF entro e non oltre il 20 luglio. Inutile ricordare che la battaglia è congiunta e deve vedere professori e ricercatori uniti nel raggiungimento dell’obiettivo finale.

Cordiali saluti

I ricercatori

Ai Presidi di Facoltà
Ai Presidenti dei corsi di laurea
A tutto il Personale docente (e ricercatore precario) d’Ateneo

[…] continua



micropolis giugno 2010

di Redazione • inserito il 6 Luglio 2010 • nella categoria: Download ultimo numero (pdf)

micropolis giugno 2010



Granma a Perugia

di Redazione • inserito il 5 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Due rivoluzionari cubani, Gilberto Garcia Alonso e Arsenio Garcia Davilo, vere e proprie leggende viventi, facevano parte del gruppo di 82 uomini che agli ordini di Fidel Castro e insieme a Ernesto “Che” Guevara, il 2 dicembre 1956 sbarcarono a Cuba dallo yacht “Granma” dopo una lunga e travagliata traversata partita dalle coste messicane . Il loro obiettivo era quello dare il via a quella immensa rivoluzione che avrebbe abbattuto dopo due anni di guerra il sanguinario regime di Fulgencio Batista, sostenuto dagli Stati Uniti d’America e dalla mafia italo-americana.

Gilberto e Arsenio sono in Italia per portare a termine un compito molto importante: recuperare a Venezia le ceneri di Ginò Donè, partigiano italiano e unico componente europeo della spedizione del “Granma”. Gino, scomparso alcuni due anni fa, aveva espresso prima di morire il desiderio che le sue ceneri fossero sepolte a Cuba.



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