ilmanifesto

La crisi economica ed il peggioramento della specie delle imprese

di Franco Calistri • inserito il 5 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Non sono pochi, sopratutto tra i cultori del libero mercato, a sostenere che le crisi, più o meno ricorrenti del capitalismo, in fin dei conti funzionano darwinianamente come momenti di selezione della specie, per cui a sopravvivere sono le imprese più forti e dinamiche e a scomparire sono quelle più deboli ed arretrate, il tutto in un processo di continuo miglioramento della specie “imprese”. Nulla di più falso. Innanzitutto fuorviante è il riferimento a Darwin che, al contrario, sosteneva come, al mutare delle condizioni, non sopravvivano le specie più forti, ma quelle che riescono ad adattarsi meglio ai cambiamenti o vivono in situazioni di “nicchia” che le mettono al riparo dai grandi cambiamenti (questo vale in maniera indiscutibile per la specie dei politici, ma questa è un’altra storia). Non è affatto detto che le une e le altre siano le specie migliori. E questo è uno degli elementi di riflessione che emerge dalla lettura dell’ultimo rapporto “Imprese e politiche in Umbria” realizzato su incarico dell’AUR da MET (Monitoraggio Economia e Territorio) e presentato quest’oggi presso la Giunta Regionale. Dallo studio condotto da MET emerge che nazionalmente - ma in modo particolare in Umbria - i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi sembrano essere le imprese, sopratutto di medie dimensioni, che in questi anni hanno cercato di innovare, impegnandosi in attività per loro natura più rischiose, quali appunto quelle in Ricerca e Sviluppo.



Programmazione negoziata: fine di un’epoca.

di Franco Calistri • inserito il 2 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Mercoledì 30 giugno è stato presentato il volume “Programmazione negoziata dal 1994 al 2010: storia, strumenti, evoluzioni e protagonisti”. La ricerca curata dall’Aur ricostruisce con dovizia di documentazione una lunga stagione del governo regionale centrata sullo strumento della cosiddetta programmazione negoziata, ovvero quel complesso di rapporti ed intese tra istituzioni locali, stato centrale ed imprese che ha consentito ed assicurato all’Umbria nel corso degli anni la possibilità di accedere a sostanziosi pacchetti di risorse pubbliche con le quali intervenire a sostegno e promozione dello sviluppo regionale. Al di là della puntuale ricostruzione delle singole tappe di evoluzione di questa pratica di governo, quel che più interessa sono le conclusioni alle quali la ricerca giunge, che, senza troppi giri di parole, sottolineano il progressivo snaturamento della Programmazione negoziata e, di fatto, il suo fallimento sul piano strategico. Di fatto, si legge nella ricerca, la Programmazione negoziata ha visto un progressivo prevalere di interessi di tipo localistico che hanno “prevalentemente gestito flussi di aiuti generici al sistema produttivo con forti difficoltà di inserimento dei territori in processi in grado di consentirne una vera emancipazione economico e sociale, mancando in generale una capacità di “agganciare” alla scala e nel modo opportuno reti e sistemi detentori degli standard competitivi globali”.



Centrodestra e lotta all’evasione: solo fumo negli occhi

di Franco Calistri • inserito il 15 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line 3

Dopo aver favorito per anni comportamenti di lassismo fiscale, il governo di centrodestra ha introdotto, nel decreto di attuazione della manovra correttiva dei conti pubblici, attualmente in discussione al Senato, una serie di ben 28 norme tutte rubricate nella categoria “lotta all’evasione fiscale e contributiva”. In molti casi si tratta del ripristino di norme introdotte dai precedenti governi di centrosinistra ed abrogate con furia iconoclasta da quelli di centrodestra: una sorta di “ravvedimento operoso”, per usare un termine fiscale. Ma il problema non è questo. Il complesso di queste norme dovrebbe portare nelle casse dello Stato un introito, solo nel 2011, di 5,3 miliardi di euro, per raggiungere i 20,3 miliardi nel triennio 2010/2013. Le cose stanno realmente così? Si tratta di previsioni giuste? In realtà secondo uno studio elaborato da Nens (Nuova Economia, Nuova Società, associazione fondata da Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco), che ha concentrato l’attenzione su quelle di maggiore importanza - 7 misure per le quali è previsto un gettito di circa 4,4 miliardi nel 2011 - molte delle misure indicate sono solo fumo negli occhi, dal gettito alquanto incerto, tranne un paio (la preclusione alla compensazione da parte di contribuenti in presenza di ruoli definitivi non pagati, art. 31 e il potenziamento dei processi di riscossione, art. 29) per un gettito di poco più di 1 miliardo e 100 milioni di euro.



L’inganno dell’innalzamento dell’età pensionabile: perché si applica solo alle lavoratrici del pubblico impiego

di Franco Calistri • inserito il 10 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line

Al grido di “lo vuole l’Europa”, il governo Berlusconi, con l’ineffabile ministro Sacconi ,si appresta ad inserire nel decreto sui conti pubblici la norma che innalza a 65 anni (a partire dal 2012) l’età pensionabile per le donne. Molti sono gli aspetti che non convincono del provvedimento, ma uno in particolare fa scattare il concreto sospetto che in tutta questa faccenda alla fine l’Europa c’entri poco e che sia tutto un pretesto per dare un’ulteriore mazzata a quel poco di welfare che ancora resiste. Si tratta del fatto, peraltro a più riprese sottolineato dallo stesso Sacconi, che l’innalzamento a 65 anni riguarderebbe solo le lavoratrici del Pubblico Impiego, mentre quelle del settore privato resterebbero fuori dalle “velleità” europee. Per quale motivo l’Europa, in questo caso la Corte di giustizia europea, avrebbe pronunciato una sentenza così palesemente discriminatoria? Il busillis è presto spiegato. In forza di una strana concezione giuridica, la Corte Europea considera le pensioni del settore pubblico come retribuzione, perché non rientranti nel regime obbligatorio generale - quello gestito dall’Inps - ma in un regime speciale, ed autonomo, di categoria, gestito dall’Inpdap.



Discontinuità e consapevolezza delle nuove sfide nelle dichiarazioni programmatiche della presidente Marini

di Franco Calistri • inserito il 9 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line 1

Consapevolezza della nuova fase che si aperta e necessità di introdurre elementi non marginali di discontinuità nel governo regionale: questi gli elementi caratterizzanti le dichiarazioni programmatiche della neo Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini. Tre gli obiettivi strategici indicati: un nuovo ruolo del Consiglio regionale, capace di promuovere libero confronto democratico e dialettica con l’opposizione; una ‘visione condivisa’ della situazione regionale e del suo futuro; l’apertura di una fase programmatica, tutta incentrata sulla qualità della crescita economica, sociale, ambientale, privilegiando l’investimento nell’economia verde sostenibile e nella valorizzazione della risorsa, considerando proprio l’identità regionale, i suoi valori ambientali, culturali ed artistici, una risorsa essenziale per far crescere nuove e più forti filiere produttive; affermazioni che suonano come netta discontinuità rispetto ad un modello di sviluppo che aveva fondato le sue effimere fortune sul ciclo del mattone. Ma discontinuità viene affermata anche nel metodo di governo, che superi le logiche del vecchio Patto per lo sviluppo, che hanno finito per essere prigioniere di pratiche consociative senza riuscire a trasmettere alla società umbra, e all’economia in particolare, quella spinta all’innovazione indispensabile per superare quei ritardi strutturali che da anni pesano sul sistema economico umbro: forte richiamo alla responsabilità delle forze economiche e sociali ma anche orgogliosa affermazione del primato della politica.



Salvare il salvabile

di Franco Calistri • inserito il 7 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line

Per mercoledì prossimo è convocato il Consiglio regionale con all’ordine del giorno la presentazione ufficiale della squadra di giunta e l’illustrazione da parte della Presidente Marini del programma di governo per i prossimi cinque anni. Un appuntamento niente affatto rituale, dopo i programmi presentati in campagna elettorale si passa agli atti concreti, si misurano quelle che saranno le priorità e gli orientamenti strategici della azione di governo regionale: un’azione di governo che dovrà fare i conti, da un lato con la crisi, e quindi con il vaglio delle misure da mettere in atto per sostenere la non certo florida economia regionale ed alleviare la popolazione da un peso che a tutt’oggi grava soprattutto sugli strati più deboli della società regionale; dall’altro, con la manovra correttiva dei conti pubblici messa in atto dal governo, fatta di tagli senza nulla prevedere per lo sviluppo. Dei 12 miliardi di correzione dei conti pubblici previsti per il 2011 (che giungono a sfiorare i 14 miliardi, considerando il mancato rinnovo contrattuale del pubblico impiego) ben 4 vengono da tagli alle sole regioni a statuto ordinario, e salgono a 4,5 nel 2012 su di un totale di circa 25 miliardi (quasi 27 se si considera il non rinnovo del contratto del pubblico impiego). Per una regione come l’Umbria questo significa un taglio superiore ai 100 milioni di euro, pari a circa un terzo della spesa regionale non vincolata, ovvero di quegli stanziamenti che vanno a finanziare sia interventi di carattere sociale, sia di supporto allo sviluppo, a partire dalle reti infrastrutturali.



Confronti, coltelli e voti disgiunti

di Franco Calistri • inserito il 1 Dicembre 2009 • nella categoria: Politica

Che una domenica di fine ottobre oltre tre milioni di cittadini si mettano pazientemente in fila per scegliere, pagando due euro, il segretario del Partito Democratico è sicuramente una bella lezione di democrazia. Al di là della scelta, pur importante, del segretario del Partito Democratico, la grande affluenza, anche se inferiore a quella che si […]



Riciclaggi senza politica

di Franco Calistri • inserito il 30 Ottobre 2009 • nella categoria: Politica

Con un consenso elettorale che nelle ultime elezioni provinciali si è attestato attorno al 5,6% l’Italia dei Valori rappresenta in Umbria la quarta forza politica del centro sinistra, dopo il Partito democratico (34,4%), Rifondazione Comuni-sta-Comunisti Italiani (8,01%) e Sinistra e Libertà (5,72%): una formazione minore, una forza gregaria si sarebbe detto una volta, ma, e […]



Dossier compagni

di Franco Calistri • inserito il 28 Giugno 2009 • nella categoria: Commenti

Il voto per il parlamento europeoL’Umbria è la regione con il più alto tasso di partecipazione al voto, 77,9%, superiore a quello del 2004 (74,5%). Dei 701.440 aventi diritto si sono recati alle urne in 546.764 e di questi hanno espresso un voto valido 512.952, mentre le schede bianche e nulle sono state 33,728, pari […]



Uniti ma non troppo

di Franco Calistri • inserito il 5 Maggio 2009 • nella categoria: Elezioni amministrative

A poco più di due settimane dal termine fissato (8 maggio) per la presentazione di liste e candidati per le prossime elezioni amministrative, non tutte le caselle del puzzle sono state sistemate. Sul versante  regionale è da registrare la sottoscrizione da parte di tutti partiti che a tutt’oggi partecipano all’alleanza di centro sinistra, ovvero Partito democratico, […]



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