Torna lo sciopero degli scrutini
di Stefano De Cenzo • inserito il 14 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on lineLo sciopero degli scrutini di venerdì 11 e sabato 12 giugno in Umbria ha dimostrato - come hanno sostenuto i portavoce del Coordinamento “W la scuola pubblica” e del Coordinamento precari - che la lotta contro la distruzione del sistema scolastico pubblico non solo è “possibile, ma necessaria e coinvolgente”. La mobilitazione, indetta a livello nazionale dai Cobas e spalmata su più giorni nelle diverse regioni per rispettare i vincoli che da una ventina d’anni ormai limitano il diritto di sciopero nella fase conclusiva dell’anno scolastico, ha avuto in Umbria un esito insperato. Pur in attesa dei dati ufficiali dell’Ufficio scolastico regionale, il bilancio è molto positivo: nella sola provincia di Perugia sono stati oltre cento gli scrutini saltati, in tutte le scuole, soprattutto secondarie di primo grado. Ma al di là dei numeri esiste una elemento politico di assoluta importanza che è dato dalle modalità di adesione alla mobilitazione. In virtù del fatto che l’astensione di uno solo dei componenti il consiglio di classe riunito in scrutinio è sufficiente per bloccare le operazioni, in molte scuole si è concordato di bloccare il numero maggiore di scrutini, pur limitando le adesioni personali allo sciopero allo stretto necessario, e di sostenere gli scioperanti con una cassa di solidarietà. Un segnale forte, soprattutto nel pieno della crisi economica, che è servito a ricompattare docenti di ruolo e precari contro l’attacco alla scuola pubblica che, come scritto più volte anche su queste colonne, non ha precedenti nella storia repubblicana.

ome anticipato nel numero precedente, proseguiamo la riflessione su mobilità e sviluppo urbano a Perugia, incontrando Fabio Maria Ciuffini, uno tra gli artefici del minimetrò, la cui lunga vicenda politica e professionale, come è noto, è strettamente legata al tema di cui ci stiamo occupando.
e la vicenda della ferrovia Spoleto-Norcia è entrata, da tempo, nella memoria degli umbri, grazie anche ad un lavoro storiografico non indifferente (si veda in proposito “micropolis”, novembre 2006), probabilmente ben pochi sono coloro i quali ricordano la passata esistenza della Ellera-Tavernelle.