ilmanifesto

Educazione di massa

di Osvaldo Fressoia • inserito il 30 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Ieri abbiamo visto appesi sui muri di Foligno, manifesti della Giunta comunale prendersela con la manovra economica dell’ineffabile Tremonti (Berlusconi si rassegni, ma è il commercialista di Sondrio ora a dettare la linea) e sulle lacrime e sangue che da essa deriveranno per i governi locali e, soprattutto, per i cittadini e le loro famiglie. Nulla da eccepire, ovviamente - mai manovra fu, infatti, più iniqua (e depressiva) di questa -, se non il fatto che, a fronte di una crisi che sempre più si manifesta come crisi di sistema (capitalistico), ci sembra un po’ poco come risposta. La speranza che ciò si traduca - parassitariamente - in un logoramento dell’avversario e in una crescita (elettorale) propria, temiamo sia una illusione. Ovviamente il problema non è solo folignate - magari! - ma riguarda, invece, questo esangue centro-sinistra (e non solo). Alcuni giorni orsono, sempre da queste colonne, scrivevamo che queste critiche ci sembravano più un mettere le mani avanti rispetto a inevitabili politiche restrittive - che anche della nostra regione si tradurranno inevitabilmente, in più tasse locali o meno servizi -, che non l’inizio di una necessaria (ma assai improbabile) campagna di informazione, educazione, alfabetizzazione economica di massa e mobilitazione popolare. Va da sé che i prevedibili sorrisi di scherno li lasciamo ai corifei berlusconiani, ma anche ai maitre à penser “imberlusconiti” che, ormai da più di 20 anni, dai seriosi Corrieri e Repubbliche vari […]



Governi e opposizioni: poche idee, ma confuse

di Osvaldo Fressoia • inserito il 24 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

E’ notizia di queste ore che il centro-destra (Pdl e Lega) non parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio Regionale, indetta per discutere della manovra economica del governo Tremonti-Berlusconi (notare l’ordine degli addendi) che priverà anche l’Umbria di risorse ingenti e fondamentali per il suo normale funzionamento. Dice il centro-destra che invece di un confronto “sereno”sulle decisioni da prendere, la seduta si risolverà essenzialmente in uno spot antigovernativo; ma non spiega come sarebbe possibile discutere (“serenamente”) sul da farsi senza un esame attento dei singoli punti della manovra tremontiana. La verità è che per la destra - smettiamola, una buona volta, di chiamarlo centro-destra! - è difficile giustificare un provvedimento che oltre ad essere pesantissimo, è anche e soprattutto iniquo come mai altri in passato. Ha ragione da vendere chi dice che la manovra colpisce, oltre che le mere capacità di governo di regioni ed enti locali, essenzialmente i redditi (fissi) medio-bassi, accanendosi demagogicamente e con cinica determinazione, in particolare contro i famigerati lavoratori pubblici, senza toccare, invece, i grandi patrimoni che - è verissimo - non pagheranno un euro.



Di generali, (ex) governatrici e… anarchia

di Osvaldo Fressoia • inserito il 16 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Accadde tutto in un mattino, quasi tre anni fa (ottobre 2007), a Spoleto. La città si svegliò come se fosse stata prescelta a location di una fiction poliziesca, simile a quelle che accompagnano molte delle nostre serate televisive: un impressionante e pirotecnico spiegamento di mezzi e di uomini in assetto anti-terrorismo - passamontagna calati sul viso, armi ben in mostra, sirene spiegate, posti di blocco e perfino il cielo solcato da elicotteri dei carabinieri che ronzavano come vespe impazzite nell’aria. La città assisteva ammutolita, ma diffidente, a tutta quella “forza” messa in campo per sgominare - così venne detto - pericolosi terroristi, rivelatisi poi 5 ragazzi (ventenni e poco più) spoletini, da tutti conosciuti e di cui tutti sanno tutto, soprattutto le loro idee - anarchiche e ambientaliste - rivendicate orgogliosamente, sempre alla luce del sole. L’accusa principale, quella di aver spedito una lettera di minacce e due proiettili alla allora Presidente della Regione M. Rita Lorenzetti, non è mai stata dimostrata, sorretta solo da indizi, pochi e malamente costruiti, con sillogismi, arbitrarie interpretazioni semantiche e attraverso presunte affinità terminologiche con i documenti ed i volantini delle associazioni di appartenenza. Si scoprì in seguito, che i pericolosi “anarchici insurrezionalisti” avevano inciso alcune scritte sui muri della città e danneggiato una ruspa in un cantiere edile; per il resto nulla di nulla emerse su di loro.



La sicurezza degli indigeni

di Osvaldo Fressoia • inserito il 1 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line 3

E’ la cronaca, ormai, a darci, ragione purtroppo. L’ombra della camorra e della ‘ndrangheta si allunga sempre più nella nostra regione e il mese di giugno è stato, al riguardo, impietoso: tra Città di Castello e Terni, passando per Perugia, la Guardia di Finanza ha sequestrato immobili, conti correnti bancari e beni di diversa natura riconducibili ad attività criminali facenti capo a “famiglie” ben note. Ma l’ ultima operazione delle Fiamme Gialle a Perugia fa venire allo scoperto anche reati e attività illegali non riconducibili a organizzazioni così “prestigiose”, ma comunque di dimensioni ragguardevoli e soprattutto ad opera di “indigeni”. E’ perugino doc, infatti, di 44 anni, il condannato – in base all’articolo 12 sexies Legge 7 agosto 1992, n.356 - appena una settimana fa, per ricettazione di beni per un valore di circa 700 mila euro! Le indagini condotte dai finanzieri nell’arco di un anno intero hanno fatto venire alla luce un patrimonio illecitamente acquisito (un appartamento a Perugia, un capannone industriale, una motocicletta, 5 autovetture, 3 società partecipate e 4 conti correnti bancari) che, in base alla stessa legge (che si applica anche per reati di associazione mafiosa, estorsione, sequestro di persona, usura, riciclaggio, traffico di droghe, terrorismo e contrabbando) è stato confiscato. Ebbene! Non pare che tale tipo di illegalità, ormai frequenti e frutto di attività evidentemente poco commendevoli, sia stato oggetto di discussione durante l’appena terminato – e sconsolante - Consiglio Grande dedicato - indovinate a cosa? - alla sicurezza nella nostra città.



Prefetti

di Osvaldo Fressoia • inserito il 19 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line 2

È ormai assodato che l’Umbria sta diventando una delle regioni ove la presenza di infiltrazioni malavitose (soprattutto ‘Ndrangheta e Camorra) è più in crescita. Oltre alla cronaca quotidiana, lo attesta un dossier dei servizi segreti di alcuni mesi fa, che colloca la nostra regione ai primi posti - al quinto, per la precisione - nella classifica delle regioni italiane più coinvolte dal fenomeno. Né l’azione e gli indubbi successi delle forze investigative e di polizia, né la persistente azione di sensibilizzazione che Libera conduce da anni anche nella nostra regione, né le apposite Commissioni di indagine del Consiglio regionale, paiono in grado, per ora, di modificare, più di tanto, tale linea di tendenza. Fondamentale, al riguardo, sarà nei prossimi mesi e anni, la capacità di far rinascere e alimentare una nuova passione civile ed una cultura della legalità fortemente coniugata a quella di giustizia sociale. Sarà decisiva, soprattutto, la capacità di saper interloquire con i governi locali, saperli mettere di fronte alle proprie responsabilità e riuscire a condizionarli positivamente, proprio quando, invece da domani si cominceranno a “sentire” i morsi dei “tagli” dell’indecente Governo Tremonti-Berlusconi. Il rischio è, infatti che chi deve governare i territori con risorse dimezzate, scivoli verso atteggiamenti quanto meno “asettici” verso l’eventuale arrivo di capitali e imprenditori anche di dubbia provenienza.



Perugia e il Perugia

di Osvaldo Fressoia • inserito il 10 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line 2

È proprio finita. Il Perugia Calcio, erede della già fallita (5 anni orsono!) e gloriosa AC Perugia 1905, non esiste più e il Grifo scompare dai palcoscenici calcistici che contano. dai fasti della Serie A, dalle coppe europee. Si ripartirà, se va bene, dalla serie D. Il prossimo anno avremo la stracittadina con la Ponte Vecchio di Ponte San Giovanni e si andrà in trasferta a Monte San Giusto (Mc) contro la Sangiustese, a Sesto Fiorentino, contro la Sestese, ma anche a Sansepolcro e Orvieto: una buona occasione per riscoprire le nostre terre, ed i meravigliosi cicli pittorici di Piero della Francesca e Luca Signorelli. Ciò che impressiona e che addolora chi scrive queste poche note - vecchio e convinto ex, frequentatore del Santa Giuliana e del Renato Curi - è la lunga deriva del calcio a Perugia, ridotto, ormai esplicitamente - come in tutta Italia del resto - a pretesto per fare affari o per pubblicizzarsi. Se qualcuno non ci credesse, basta riavvolgere la pellicola degli ultimi mesi, riguardare il campionario impressionante di personaggi da farsa, o border line con la giustizia, che si sono avvicendati sulla scena massmediatica locale e magari riascoltare le loro parole, riguardarne facce e gesti. Un vero e proprio festival del millantato credito! Qualcuno in quei giorni ha argutamente affermato (Claudio Cagnazzo su Il Messaggero) che occorreva rivalutare la fisiognomica medievale. Del resto di che lamentarsi? A Perugia c’è ancora chi rimpiange Luciano Gaucci: un “Berlusconi all’amatriciana”



Israele, Paese malato e Stato fuorilegge

di Osvaldo Fressoia • inserito il 4 Giugno 2010 • nella categoria: micropolis on line

Se qualcuno è in grado di cogliere una ratio nell’ultimo crimine di Israele si faccia avanti. Noi non ne siamo capaci. Da Sabra e Chatila in poi tanta acqua - o meglio, fiumi di sangue - sono passati, ma mai, come da alcuni anni a questa parte (pensiamo alla devastante guerra del Libano del 2006), la spietatezza che ha sempre caratterizzato la politica israeliana, si è mostrata così gratuita e insensata, anche verso i propri stessi interessi. Il sanguinoso blitz dell’altro ieri contro navi cariche di giocattoli, cibo e medicine, - così come il massacro di Gaza di quasi due anni orsono e la trasformazione di quella Striscia in una assurda e crudele prigione a cielo aperto - pare confermarlo: oltre a perdere ancora una volta sostegni (dall’opinione pubblica mondiale a quella di molti stati “amici”) Israele ora perde anche la Turchia, l’unico preziosissimo alleato musulmano della regione. C’è chi dice che si tratti del tentativo disperato dell’attuale, sciagurata, leadership israeliana di dare un colpo, se non mortale violentissimo, a Barack Obama ed al suo (moderatissimo) tentativo di riconoscere, almeno simbolicamente, i diritti di un popolo, quello palestinese, mai così debole e diviso come ora, senza una vera leadership e strategia.



Sul treno giusto

di Osvaldo Fressoia • inserito il 26 Maggio 2010 • nella categoria: micropolis on line 1

Finalmente anche l’ultimo vagone, quello targato Federazione della sinistra, con grande fatica, è stato messo sui binari regionali e il convoglio della Giunta Marini, ora può davvero partire. Ma per dove? Nonostante la motrice fiammante e su di giri, la direzione di marcia pare, per la verità, vaga e incerta, mentre il cielo della politica italiana, sempre più nero, minaccia sfracelli e non troppo lontano rimbombano i tuoni dello squasso economico globale. Attendiamo inquieti. Il convoglio, infatti, già cigola, e dentro i vagoni non è detto che la pace sia tornata, specie in quello di sinistra, dove dopo lo spargimento di sangue nella cosiddetta Federazione - davvero sinistra - i coltelli ancora insanguinati rimangono sguainati. Attendiamo sbalorditi. Poi ci sono anche quelli che sul convoglio non sono proprio saliti: non abbiamo capito bene se perché non ne avevano voglia, o perché, detto brutalmente, non c’era più posto. Sarà per questo, forse, che a sinistra, quella rimasta appunto, sul marciapiede, permane una specie di brusio e qualche grido represso, non sappiamo se densi di recriminazioni, rabbia, delusione oppure di lucido ragionamento. Attendiamo interessati. Siamo propensi a pensare che la Catiuscia sbagli, per la salute della sua stessa maggioranza, a non prendere in alcuna considerazione Sinistra Ecologia e Libertà e ad escluderla da qualsiasi rappresentanza, dimenticando che questa formazione con il 3,4% dei voti ha portato comunque, un contributo non insignificante alla sua affermazione, e dimenticando soprattutto che essa rappresenta una posizione ed un “sentire” molto più diffuso degli stessi voti presi.



Acqua: così allocchi nemmeno nel Medio Evo!

di Osvaldo Fressoia • inserito il 14 Maggio 2010 • nella categoria: micropolis on line 1

Anche ieri, a 8 e mezzo, il talk show condotto da Lilli Gruber, il segretario del PD Bersani ha ribadito, un po’ tartufescamente, che il suo partito, pur non essendo contrario al Referendum per la ri-pubblicizzazione dell’acqua, nutre serie “perplessità sullo strumento”. D’altra parte, come argomenta Bersani, le ultime 25 campagne referendarie hanno fallito, mancando puntualmente il quorum, e l’amarezza per simili statistiche non può che riflettersi nell’atteggiamento dei democratici. Insomma, non sono contrari, ma nemmeno a favore: sono perplessi. Data la sua identità indefinita e la sua strutturale incapacità-impossibilità di scegliere o decidere alcunché, anche solo l’idea di una posizione chiara e netta, nel PD, provoca mal di pancia, polemiche infinite ed il rischio costante di perdere pezzi. Il dibattito sull’acqua, evidentemente, non costituisce un’eccezione.



Scarpe grosse e… chimica fine

di Osvaldo Fressoia • inserito il 8 Maggio 2010 • nella categoria: micropolis on line

A quasi tre mesi dall’inizio della crisi della LyondellBasell di Terni, un gruppo di imprese ternane ha ufficializzato l’interesse per l’acquisizione dello stabilimento della multinazionale chimica, che - come ormai tutti sanno - nonostante sia in salute, abbia clienti in abbondanza e faccia profitti, ha deciso comunque di chiudere i battenti.
Si tratta di piccole e medie imprese che costituiscono l’indotto locale della multinazionale, impegnate nella trasformazione dei prodotti chimici di base e nella produzione delle materie plastiche e, quindi, direttamente interessate a che la Basell continui a produrre il famoso polipropilene, vero e proprio core business aziendale. Del gruppo fa parte anche un consorzio di autotrasportatori che, tra l’altro, potrebbe tamponare una delle maggiori cause addotte dalla multinazionale per giustificare la chiusura del sito, cioè la difficoltà di approvvigionarsi su ferro-cisterne. Insomma un vero e proprio progetto industriale ancora non c’è, ma non manca la volontà e la determinazione di ragionare concretamente su di un piano capace, anzitutto, di non far cessare la produzione - che equivarrebbe alla fuoriuscita dal mercato ed alla perdita della clientela - e poi di assicurare quel rilancio necessario a salvare i 120 posti a rischio. Per tutta risposta la Basell, un po’ come quegli aguzzini che costringevano le vittime a scavare la propria fossa, ha messo in cassa integrazione 94 lavoratori, con la sola esclusione di quelli - da cassintegrare in un secondo momento - addetti ai servizi comuni, che dovranno mettere in sicurezza e bonificare il sito da chiudere. Del resto perché scandalizzarsi? La logica del capitale è questa. Il diritto di un’impresa a spostarsi, come e dove gli pare - soprattutto se in spregio alla cosiddetta responsabilità sociale - è “sacrosanto” sia per i liberisti di destra che per quelli di “sinistra”.



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