ilmanifesto

Elenco ‘micropolis on line’

Disfunzioni di un critico

di Maurizio Fratta • inserito il 30 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

“Come un popolo ha il governo che si merita, così il pubblico ha i critici che si merita. E viceversa. Sia pure, ovviamente, con qualche eccezione”. Così, in una conferenza* tenuta a Parigi nel 1991, Cornelius Castoriadis, fondatore del gruppo e della rivista “Socialisme ou Barbarie” ed autore di opere fondamentali per il pensiero filosofico contemporaneo, sottolineava il vergognoso degrado della funzione della critica nella Francia del tempo. Evidenziava, il filosofo, soprattutto la disinvoltura, la mancanza di responsabilità, l’incapacità di un’autocritica che, nella letteratura come nella musica o nelle arti figurative, sembrava essere il connotato prevalente nei critici del tempo.
“La trivialità contemporanea - diceva Castoriadis - è l’effetto della mercificazione generale, e il triangolo autore-critico-pubblico è sempre più sprofondato in questa mercificazione; scompare l’agorà, la vera sfera pubblica/ privata, e il suo posto è occupato da uno spazio omologato, mercantile e televisivo, marginalmente disturbato da qualche dissonanza”.
Se c’è un critico, non in Francia, ma qui in Italia che in questo spazio, sin dai primi anni ‘90, si è trovato magnificamente a suo agio e nel quale ha sguazzato e continua a farlo, questi è Vittorio Sgarbi. Dalle cronache estive in occasione del 52° Festival di Spoleto riportiamo: “un autentico blitz quello che Vittorio Sgarbi ha confezionato nella tarda serata di ieri per fare visita allo splendido Palazzo Pianciani,sede di una delle mostre curate dal famoso critico d’arte.



Tutti colpevoli!

di Maurizio Fratta • inserito il 25 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

Qualche mese fa, nel recensire il libro di Daniele Crotti, “Le tre valli umbre”, i sedici itinerari “fuori guida” che si snodano appunto nella Valnerina umbra tra Spoleto e Foligno in direzione dell’Altopiano di Colfiorito fino al confine con le Marche, suggerivamo, con l’invito ad affrettarsi, di ripercorrere quei sentieri prima che la costruzione delle superstrade della Quadrilatero determinasse la scomparsa di un straordinario paesaggio.
Più di una volta, negli ultimi anni, micropolis ha dato voce a quanti hanno denunciato lo scempio che si stava mettendo in opera: 160 chilometri di autostrade che, una volta ultimati, ingabbieranno - in un quadrilatero per l’appunto - un vasto territorio appenninico, tra Umbria e Marche, sfigurando anche le dolci pianure di Colfiorito, con la sua palude e le memorie dell’antica Plestia, ove sorge il Parco di tutela regionale, “ecosistema di eccezionale importanza per le rare specie fioristiche e vegetazionali (soprattutto palustri) e per quelle animali (avifauna migratoria, uccelli acquatici, gasteropodi, anfibi)” come si legge nel volume che il Touring Club Italiano dedica all’Umbria.
Ritorniamo sul tema perché nel mese di luglio, dopo mesi di caos, rumori ed inquinamento, il sindaco di Muccia, uno dei cinquantotto comuni coinvolti nell’opera, dopo le vibrate proteste dei suoi concittadini è sbottato ed ha vietato il transito agli automezzi dei cantieri.



Giustizialismo di sinistra e garantismo del malaffare

di Redazione • inserito il 24 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

Pubblichiamo di seguito una parte del contributo scritto di Salvatore Lo Leggio, al dibattito svoltosi domenica 22, nel corso della “Festa operaia e libertaria” di Spoleto, organizzata da Casa Rossa e dal Comitato Antirazzista, dal titolo “Perché i giustizialisti di sinistra urlano per un avviso di garanzia a un membro del governo e invece non parlano né chiedono dimissioni quando il comandante del Ros dei carabinieri viene condannato a 14 anni?”
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E’ un titolo che non capisco bene.
Chi sono i “giustizialisti di sinistra”? Di Pietro? I giornalisti de “Il fatto”? Quelli de “l’Unità” o di “Repubblica”? Forse il Pd o Rifondazione?
E chi è di sinistra? Travaglio? Di Pietro? Veltroni e D’Alema?
E, infine, in che cosa consiste il giustizialismo?
Nell’Italia di oggi il termine ha un uso quanto meno ambiguo.
I berlusconidi bollano come “giustizialisti” tutti quelli che difendono la magistratura da ingerenze politiche, sostengono che nel centrosinistra c’è una sorta di giacobinismo giudiziario, che pretende processi sommari per gli uomini politici, i finanzieri e i manager vicini alla destra.



La Palestina “normale” che non ti aspetti…

di Redazione • inserito il 23 Agosto 2010 • nella categoria: micropolis on line

Beit Sahour - Quando si viaggia la lontananza fa percepire in modo più accentuato le differenze tra lo stile di vita del luogo di partenza dagli aspetti sociali e culturali della destinazione. La prima difficoltà che s’incontra quando si viene in Palestina riguarda l’adattamento ad un ambiente inevitabilmente diverso, ma anche stranamente simile, ed il rischio principale è quello di sottovalutare entrambi gli aspetti. Ci sono i minareti e c’è tutta la ritualità del Ramadan appena iniziato; non mancano i tratti caratteristici dei paesi arabi, dalla guida spericolata all’assenza dei numeri civici e dei nomi nelle strade. Inoltre è sufficiente alzare gli occhi per vedere una delle 232 colonie israeliane (580.000 persone che rappresentano il 10% dei cittadini di Israele) o per notare nel tessuto urbano palestinese i confini dei campi profughi dove vivono circa 200.000 persone - quindi solo una parte degli oltre quattro milioni di rifugiati prodotti dai tanti conflitti che segnano questa terra dal 1948 (A-Naqba). Praticamente impossibile da evitare è il muro, che divide i palestinesi da loro stessi, frammentando e allontanando le città, i campi, i pascoli, i luoghi di lavoro e di studio; così chi deve andare a Gerusalemme per portare a casa la paga della giornata, dopo aver preso un permesso giornaliero, deve stare davanti ai cancelli almeno 6 ore prima per evitare di rimanere schiacciato dalla calca. Un supplizio che si ripete ogni giorno o quasi, perché, se i passaggi (check-point) sono chiusi, semplicemente non si va da nessuna parte e nessuno può sapere quando viene chiuso e perché né quando e se riaprirà.



Educazione di massa

di Osvaldo Fressoia • inserito il 30 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Ieri abbiamo visto appesi sui muri di Foligno, manifesti della Giunta comunale prendersela con la manovra economica dell’ineffabile Tremonti (Berlusconi si rassegni, ma è il commercialista di Sondrio ora a dettare la linea) e sulle lacrime e sangue che da essa deriveranno per i governi locali e, soprattutto, per i cittadini e le loro famiglie. Nulla da eccepire, ovviamente - mai manovra fu, infatti, più iniqua (e depressiva) di questa -, se non il fatto che, a fronte di una crisi che sempre più si manifesta come crisi di sistema (capitalistico), ci sembra un po’ poco come risposta. La speranza che ciò si traduca - parassitariamente - in un logoramento dell’avversario e in una crescita (elettorale) propria, temiamo sia una illusione. Ovviamente il problema non è solo folignate - magari! - ma riguarda, invece, questo esangue centro-sinistra (e non solo). Alcuni giorni orsono, sempre da queste colonne, scrivevamo che queste critiche ci sembravano più un mettere le mani avanti rispetto a inevitabili politiche restrittive - che anche della nostra regione si tradurranno inevitabilmente, in più tasse locali o meno servizi -, che non l’inizio di una necessaria (ma assai improbabile) campagna di informazione, educazione, alfabetizzazione economica di massa e mobilitazione popolare. Va da sé che i prevedibili sorrisi di scherno li lasciamo ai corifei berlusconiani, ma anche ai maitre à penser “imberlusconiti” che, ormai da più di 20 anni, dai seriosi Corrieri e Repubbliche vari […]



Droga, politica e società: la testimonianza di Primo Tenca

di Primo Tenca • inserito il 28 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Un paio di settimane fa chiudo bottega e vado alla sala dei Notari per il Consiglio grande - comunale s’intende! - tanta gente, ma anche posti vuoti. Si inizia con una relazione di minoranza e una di maggioranza, niente di nuovo sotto il sole, poi gli interventi: nel complesso una tribuna un po’ deprimente, tutti in cerca di 5 minuti di visibilità. Ci sono anche due sindacati di polizia, uno dei due chiede un distaccamento celere, si parla di sicurezza, la signora Spagnoli si spella le mani; poi ci metterà del suo: da dove le venga tanto odio non si capisce, la gente applaude, lo straniero come emblema di tutti i mali. Alcuni decenni fa erano gli ebrei, si sa come è andata a finire, ma forse per la signora Carla l’olocausto è solo un’invenzione del cinema: attenti, a scherzare con il fuoco si bruciano le mani. Poi, giustamente, si parla di spaccio e di droga: più si va giù duri e più scattano gli applausi, una brutta atmosfera.
Alle sei lascio, ho un appuntamento in fondo alla scala mobile di via Pellini, mi siedo in un muretto lungo la strada, il market dello spaccio lavora a pieno ritmo, un nord Africano vende tocchi di fumo come fossero saponette, la gente fa finta di non vedere, lui canta in arabo tutto contento.



Governi e opposizioni: poche idee, ma confuse

di Osvaldo Fressoia • inserito il 24 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

E’ notizia di queste ore che il centro-destra (Pdl e Lega) non parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio Regionale, indetta per discutere della manovra economica del governo Tremonti-Berlusconi (notare l’ordine degli addendi) che priverà anche l’Umbria di risorse ingenti e fondamentali per il suo normale funzionamento. Dice il centro-destra che invece di un confronto “sereno”sulle decisioni da prendere, la seduta si risolverà essenzialmente in uno spot antigovernativo; ma non spiega come sarebbe possibile discutere (“serenamente”) sul da farsi senza un esame attento dei singoli punti della manovra tremontiana. La verità è che per la destra - smettiamola, una buona volta, di chiamarlo centro-destra! - è difficile giustificare un provvedimento che oltre ad essere pesantissimo, è anche e soprattutto iniquo come mai altri in passato. Ha ragione da vendere chi dice che la manovra colpisce, oltre che le mere capacità di governo di regioni ed enti locali, essenzialmente i redditi (fissi) medio-bassi, accanendosi demagogicamente e con cinica determinazione, in particolare contro i famigerati lavoratori pubblici, senza toccare, invece, i grandi patrimoni che - è verissimo - non pagheranno un euro.



Sportelli coltelli

di Silvia Colangeli • inserito il 20 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

La lentezza della burocrazia in Italia non è certo una novità, di tanto in tanto, però, giova rinfrescarsi un po’ la memoria, anche - e forse soprattutto - con storie ed aneddoti di una regione “virtuosa” come l’Umbria.
Questa volta non è stato nemmeno necessario andare in giro a raccogliere testimonianze, giacché quanto vi dirò mi riguarda in prima persona.
A settembre del 2008, anziché pagare la “preiscrizione” alla laurea specialistica, ho versato più o meno lo stesso importo, ma per la laurea triennale. Ho sbagliato causale, per intenderci. Sarò pure stata distratta, ma delle due l’una: o all’unipg la distrazione è un fenomeno in crescita (più persone mi hanno confermato di aver commesso lo stesso errore) o magari i moduli d’iscrizione non sono chiari quanto potrebbero. Ormai è fatta - mi sono detta - non resta che da chiedere di poter girare la cifra verso la giusta causale. Semplice, no? Nient’affatto. L’impiegato mi comunica subito che non è possibile e che di lì a qualche giorno, pena la scadenza dell’iscrizione, avrei dovuto versare nuovamente l’importo (oltre 370 euro). Ma c’è uno spiraglio: “dopo aver pagato entrambe potrà richiedere il rimborso della tassa pagata ingiustamente. Si rivolga alle segreterie generali”.



Captatio benevolentiae

di Re.Co. • inserito il 19 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

In un intervento sul “Corriere dell’Umbria” di sabato scorso, Orfeo Goracci - già parlamentare, vicepresidente della Giunta regionale, sindaco di Gubbio, candidato presidente in pectore per il Prc in primarie mai tenutesi e, oggi, vicepresidente del Consiglio regionale – ci spiega perché serva una vera sinistra. Goracci parte dal rischio che quanto ottenuto grazie all’autonomia regionale si vada progressivamente perdendo per effetto dell’azione del centrodestra e della manovra Tremonti e come di fronte a ciò ci sia un immobilismo del centrosinistra. La soluzione proposta dalle forze che la compongono sono rappresentate da un’ammucchiata che esclude però la Federazione della sinistra. In verità Goracci sottolinea come quella che lui ritiene essere la forza che maggiormente ha consentito l’affermarsi di diritti - i comunisti - si stia dissolvendo. La sua “utilità” viene sempre meno percepita dagli elettori. La spiegazione di questo fenomeno non è data, si scrive solo che “divisioni e burocratismi, anche in Umbria, a volte sono stati speculari a progetti e battaglie sacrosante”. La parte finale dell’intervento sostiene che non escludendo le ragioni della sinistra il centrosinistra può tornare a vincere, anzi che esse sono l’elemento distintivo di un’alternativa a Berlusconi. Già, ma bastano divisioni e burocratismi a spiegare l’eclisse della sinistra e la percezione popolare della sua mancanza di utilità?



Di generali, (ex) governatrici e… anarchia

di Osvaldo Fressoia • inserito il 16 Luglio 2010 • nella categoria: micropolis on line

Accadde tutto in un mattino, quasi tre anni fa (ottobre 2007), a Spoleto. La città si svegliò come se fosse stata prescelta a location di una fiction poliziesca, simile a quelle che accompagnano molte delle nostre serate televisive: un impressionante e pirotecnico spiegamento di mezzi e di uomini in assetto anti-terrorismo - passamontagna calati sul viso, armi ben in mostra, sirene spiegate, posti di blocco e perfino il cielo solcato da elicotteri dei carabinieri che ronzavano come vespe impazzite nell’aria. La città assisteva ammutolita, ma diffidente, a tutta quella “forza” messa in campo per sgominare - così venne detto - pericolosi terroristi, rivelatisi poi 5 ragazzi (ventenni e poco più) spoletini, da tutti conosciuti e di cui tutti sanno tutto, soprattutto le loro idee - anarchiche e ambientaliste - rivendicate orgogliosamente, sempre alla luce del sole. L’accusa principale, quella di aver spedito una lettera di minacce e due proiettili alla allora Presidente della Regione M. Rita Lorenzetti, non è mai stata dimostrata, sorretta solo da indizi, pochi e malamente costruiti, con sillogismi, arbitrarie interpretazioni semantiche e attraverso presunte affinità terminologiche con i documenti ed i volantini delle associazioni di appartenenza. Si scoprì in seguito, che i pericolosi “anarchici insurrezionalisti” avevano inciso alcune scritte sui muri della città e danneggiato una ruspa in un cantiere edile; per il resto nulla di nulla emerse su di loro.



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