Pare che un pezzo della vicenda relativa alla candidatura Pd per le regionali si sia concluso. Oggi nessuno è più disposto a scommettere cinque centesimi sul terzo mandato della governatrice uscente. L’hanno affossata la sentenza della commissione di garanzia, che ha decretato l’inammissibilità della sua candidatura alle primarie senza l’approvazione dei 2/3 dell’assemblea regionale, e la presa d’atto della segreteria nazionale. I suoi sostenitori hanno continuato fino all’ultimo a raccogliere firme, l’interessata dicono sia arrabbiatissima, ma alla fine ha dovuto cedere e proporre, senza certezza di successo, come presidente Catiuscia Marini, forse sperando in caso di una sua vittoria di prenderne il posto in segreteria nazionale.
Che la partita per la “zarina” sia finita è attestato anche dal fatto che qualche amico di ieri, oggi, apre il fuoco. Su Umbrialeft, il giornale on line di Rifondazione, il 21 gennaio è uscita la notizia, firmata da Daniele Bovi, che lo staff della presidente uscente avrebbe consultato gli alleati per valutare la possibilità di una lista “Lorenzetti per l’Umbria”, autonoma dalla coalizione di centro sinistra. Franco Arcuti, addetto stampa della presidente, smentisce la notizia e rampogna i metodi di Rifondazione, volti ad intorbidare le acque.