Il congresso OpenOffice a Orvieto
di Alberto Barelli • 1 Dic 2009 • Categoria: Open-sourceDieci, cento… cento milioni di download: è il traguardo raggiunto dalla suite gratuita OpenOffice, creata per fornire a tutti gli utenti un prodotto libero che possa competere con i prodotti commerciali nel settore delle applicazioni per l’elaborazione di testi, fogli elettronici e database. E se il brutto anatroccolo è diventato un bel cigno, un altro bel volo in alto è stato quello spiccato ad Orvieto, dove all’inizio del mese si è tenuta la Conferenza mondiale che ha visto riuniti trecento programmatori provenienti da cinque continenti. Insomma, l’Umbria ha ancora una volta segnato una pagina importante della storia dell’open office, dopo essere stata la prima regione a introdurre l’impiego di software non proprietari per la realizzazione dei documenti. Il bilancio dell’appuntamento orvietano? Decisamente positivo, tanto più che si è tenuto in un momento delicato della vita di OpenOffice.org (questo il nome ufficiale), che l’aprile scorso ha visto il passaggio di proprietà dalla Sun Microsystems ad Oracle.La conferenza è stata naturalmente un’occasione per tracciare un bilancio della diffusione della suite e i dati sono stati giustamente giudicati da record. Dei cento milioni di download effettuati soltanto per la versione 3 della suite, le copie scaricate dagli utenti italiani sono ben otto milioni e di queste ben 855.000 sono relative al solo mese di settembre. L’Italia si conferma quindi come il paese dove OpenOffice è più diffuso: “ Non è un caso che Orvieto abbia battuto Pechino ed Helsinki nella lizza per aggiudicarsi l’OOoCon 2009, - ha spiegato Italo Vignoli, responsabile marketing di OpenOffice.org e presidente del Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org - stranamente (sic, ndr) l’Italia è il paese dove è più diffuso”. I lavori congressuali, svoltisi in quattro giorni, si sono incentrati in gran parte su questioni tecniche ma non sono mancati spunti d’interesse per il pubblico di utenti. Per un resoconto dettagliato delle novità emerse, rimandiamo al sito ufficiale www.openoffice.org. Quello che ci sembra giusto evidenziare è l’attenzione dimostrata dagli amministratori e da tutte le forze politiche verso un evento che, giustamente, è stato visto anche come un’occasione di promozione della città di Orvieto e dell’intera Umbria. Ricordiamo che l’utilizzazione di OpenOffice permette un risparmio considerevole sia diretto (non c’è nulla da acquistare, basta scaricarlo), sia indiretto (non ci sono problemi di bollini per la gestione delle licenze né controlli antipirateria).In concomitanza con il congresso, il Linux User Group di Orvieto ha promosso una tavola rotonda sulle iniziative intraprese dagli enti locali a sostegno del software libero (l’iniziativa è stata organizzata assieme alle province di Perugia e di Terni, al Consiglio Regionale dell’Umbria, Consorzio SIR Umbria, Centro di Competenza sull’Open Source, alla Fondazione Centro Studi città di Orvieto). Diego Frascati, presidente di Orvieto Linux User Group, è stato tra i più soddisfatti per la riuscita dell’evento: “Sviluppatori e ‘geek’ celebri per la loro integrale dedizione al codice sono rimasti incantati dalla nostra città. E se è vero, come dicono negli States, che il codice è poesia (code is poetry), allora pensiamo che tra scorci policromi e dedali di forme antiche possano aver trovato la giusta ispirazione”. Ci congediamo ricordando l’appuntamento con il No Berlusconi Day del 5 dicembre. Per ogni informazione sulla manifestazione, promossa in rete da vari blogger, è possibile contattare su Facebook il gruppo locale di supporto all’iniziativa No Berlusconi Day Perugia (oppure inviare una mail all’indirizzo noberlusconiday@hotmail.it ).
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