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L’imam terrorista e il senatore mafioso

di Salvatore Lo Leggio • 24 Giu 2010 • Categoria: micropolis on line 6

dellutri.jpgSul numero di oggi di “7News Perugia”, uno di quei quotidiani gratuiti diffusi sulle scale mobili, sui treni e il minimetrò, si può leggere in prima pagina il titolo, corredato di foto, L’imam terrorista punta adesso sul nuovo processo. Già lì si spiega che si tratta di El Korchi, l’imam di Ponte Felcino, il resto è a pagina 8. L’avevano arrestato nel luglio 2007, trovando nella sua abitazione materiali scaricati da siti riferibili all’estremismo islamico e alcune bottigliette di potassio nitrato e di ammonio nitrato, comperate in un negozio di prodotti per l’agricoltura, ma, a quanto pare, utilizzabili per la costruzione di rudimentali ordigni.
Secondo l’accusa l’imam, insieme a due complici, avrebbe usato la moschea per l’addestramento sia spirituale che tecnico di militanti della Jihad intenzionati a combattere in Iraq o in Afghanistan. In primo grado El Korchi, che si è sempre proclamato innocente, è stato condannato a 6 anni non “per terrorismo”, ma per essersi associato “al fine di addestrare persone disposte a compiere atti di terrorismo”. Domani comincia l’appello.
Fin qui la sintesi della notizia divulgata dal giornalino diretto da Silvano Marini, dalla cui lettura a me è nato più di un dubbio sulla colpevolezza del giovane. Ma non ho seguito il processo; e non escludo che il Pm che ha chiesto e il giudice che ha emesso la condanna abbiano in mano qualcosa di più che alcune bottigliette e alcune paginette ricavate da Internet.
Non voglio comunque fare il difensore d’ufficio: non sono avvocato e, a quanto pare, l’imam può pagarsi un difensore di fiducia. Una cosa in ogni caso mi lascia sconcertato: quel titolo che mette in non cale qualunque presunzione d’innocenza, reso possibile dal razzismo e dal classismo dilaganti. I poveri e gl’immigrati sono spesso considerati colpevoli anche senza processo: figurarsi quando uno è povero, immigrato ed è stato condannato in prima battuta. Un’altra cosa ancora di più m’indigna: che questa è una vigliaccata doppiopesista. Nessun Silvano Marini di nessun giornaletto a proposito di Marcello Dell’Utri, già condannato in prima istanza per concorso esterno in associazione mafiosa, titolerebbe così: Il senatore mafioso spera nell’appello.

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