“Tregue” estive
di Saverio Monno • 25 Giu 2010 • Categoria: micropolis on line 5
È “difficile” che il disegno di legge sul testamento biologico arrivi in aula alla Camera prima della pausa estiva. Così il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, nel corso del suo intervento, pochi giorni fa, al Sanit di Roma, il forum internazionale della Salute che ha chiuso oggi i lavori al termine di una quattro giorni di dibattiti e conferenze. “Non ci sono i tempi” ha spiegato il sottosegretario, sia perché mancano i pareri di diverse Commissioni sul provvedimento, sia per i numerosi impegni che l’aula di Montecitorio dovrà affrontare da qui alla fine di luglio, quando scatterà la pausa estiva.
Nonostante Governo e maggioranza di centrodestra si siano “spesi” per far approvare la norma “quanto prima”, l’ormai ex ddl Calabrò sembra rallentare il suo iter parlamentare. Possono, dunque, tirare un sospiro di sollievo le migliaia di Italiani impegnati in questa battaglia per la riaffermazione del diritto all’autodeterminazione terapeutica, ché la corsa contro il tempo “per evitare - come si era detto - altri casi Englaro” perlomeno è rinviata.
Nonostante la “tregua” estiva però, c’è poco di cui stare tranquilli. Abbassare la guardia ora sarebbe un grosso errore. Lo sanno bene i promotori della petizione popolare per l’istituzione del registro del testamento biologico a Terni che, incassata la diserzione delle frange cattoliche del PD ed il niet di Palazzo Spada, hanno proseguito - e proseguono - l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica cittadina, nella prospettiva di presentare una nuova istanza al Consiglio Comunale. In fondo, come tengono a precisare anche nei diversi interventi pubblicati in rete “il registro supplisce in modo gratuito all’atto notarile, pur avendo una certezza pari ad esso. E noi di questo discutiamo: di un servizio cittadino gratuito, utile a tutti, e segno di civiltà e progresso politico. Una libertà fondamentale dello Stato il cui esercizio deve diventare accessibile a tutti”.
Niente cali di tensione nemmeno a Perugia, dove, in settimana, il Consiglio Comunale ha finalmente proceduto all’istituzione della Commissione Consiliare che si occuperà dell’elaborazione delle “linee guida per la redazione del Regolamento Comunale per il Registro dei testamenti biologici”. Nemmeno il tempo di avviare i lavori - la Commissione sarà operativa a partire dal prossimo 15 luglio fino a metà novembre - che il neo-eletto presidente, Tommaso Bori, si è subito visto recapitare una richiesta di audizione del Comitato promotore della petizione perugina.
L’Umbria non è altro che una delle tante realtà italiane impegnate sul fronte. In tutto il Paese sono circa un centinaio gli enti locali investiti da richieste simili - in almeno 40 Comuni l’iter amministrativo è ad uno stadio più che avanzato - a testimonianza inequivocabile del fatto che il tema non lascia affatto indifferenti gli Italiani. All’indomani della pausa estiva, volenti o nolenti, i palazzi romani dovranno tener conto anche di questo. E d’altra parte, come abbiamo già avuto modo di sostenere, una norma in materia è utile, ma non indispensabile. Se la scelta dovesse cadere su di una cattiva legge o una legge troppo invasiva - magari come quella sulla procreazione assistita - forse sarebbe preferibile lasciare che siano Comuni, Province e Regioni, ad attivarsi con i mezzi di cui dispongono.
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