ilmanifesto

Captatio benevolentiae

di Re.Co. • 19 Lug 2010 • Categoria: micropolis on line

pellizza-da-volpedo.jpgIn un intervento sul “Corriere dell’Umbria” di sabato scorso, Orfeo Goracci - già parlamentare, vicepresidente della Giunta regionale, sindaco di Gubbio, candidato presidente in pectore per il Prc in primarie mai tenutesi e, oggi, vicepresidente del Consiglio regionale – ci spiega perché serva una vera sinistra. Goracci parte dal rischio che quanto ottenuto grazie all’autonomia regionale si vada progressivamente perdendo per effetto dell’azione del centrodestra e della manovra Tremonti e come di fronte a ciò ci sia un immobilismo del centrosinistra. La soluzione proposta dalle forze che la compongono sono rappresentate da un’ammucchiata che esclude però la Federazione della sinistra. In verità Goracci sottolinea come quella che lui ritiene essere la forza che maggiormente ha consentito l’affermarsi di diritti - i comunisti - si stia dissolvendo. La sua “utilità” viene sempre meno percepita dagli elettori. La spiegazione di questo fenomeno non è data, si scrive solo che “divisioni e burocratismi, anche in Umbria, a volte sono stati speculari a progetti e battaglie sacrosante”. La parte finale dell’intervento sostiene che non escludendo le ragioni della sinistra il centrosinistra può tornare a vincere, anzi che esse sono l’elemento distintivo di un’alternativa a Berlusconi. Già, ma bastano divisioni e burocratismi a spiegare l’eclisse della sinistra e la percezione popolare della sua mancanza di utilità? A nostro parere no, c’è qualcosa di più radicale e profondo, ossia l’assenza di una politica, di un progetto comprensibile, di un programma praticabile, di un sistema di alleanze politiche e sociali, di una capacità di mobilitazione popolare. Divisioni e burocratismi sono la conseguenza di questo, non la causa, e non basta inneggiare alla Fiom e agli eroici operai di Pomigliano per risolvere la questione. Purtroppo per Goracci la vicenda ha radici lontane, nel modo stesso in cui si è formato ed ha vissuto il Prc. Quando le rendite di posizione si sono dileguate è apparso ovvio che il re era nudo e sono cominciati a calare consensi, ad entrare in sofferenza apparati e strutture, segnando un destino che sembra ormai ridurre Rifondazione al lumicino. Capita a chi non vuol capire e ritiene che bastino i voti per giustificare l’esistenza di una forza politica. Non è così e prima i residui “rifondatori” lo capiscono e meglio è.

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